MODI® supporta l’organizzazione nelle attività tipiche di mantenimento e miglioramento del Sistema di Gestione, tra cui:
- Audit interni pianificati ed eseguiti da auditor qualificati;
- preparazione e affiancamento durante gli audit dell’Ente di certificazione;
- gestione delle non conformità, analisi delle cause e definizione di azioni correttive efficaci;
- aggiornamento di documentazione e procedure a seguito di cambiamenti organizzativi e normativi;
- supporto alla Direzione per il riesame periodico con indicatori e obiettivi misurabili;
- formazione mirata (ruoli, responsabilità, procedure, evidenze);
- verifica dell’applicazione sul campo e costruzione delle evidenze richieste dagli schemi di certificazione.
FAQ – Assistenza e mantenimento dei Sistemi di Gestione anti corruzione
La ISO 37001:2025 è applicabile a qualsiasi organizzazione?
Sì, la norma ISO 37001:2025 può essere adottata da organizzazioni di qualunque dimensione e settore, pubbliche o private. Non è riservata alle grandi imprese né soltanto a realtà che lavorano con la Pubblica Amministrazione. Può risultare utile anche per PMI, gruppi societari, enti, cooperative, associazioni e organizzazioni che vogliono rafforzare i controlli interni e prevenire episodi corruttivi o tentativi di induzione illecita. La norma va però adattata al contesto reale: applicarla bene non significa copiare procedure standard, ma costruire misure proporzionate ai rischi effettivi.
A cosa serve il sopralluogo tecnico iniziale per l’ottenimento della certificazione ISO 37001:2025?
Il sopralluogo iniziale serve a capire da dove parte davvero l’Organizzazione. In questa fase si analizzano struttura, attività, processi sensibili, rapporti con soggetti esterni, deleghe, controlli già presenti e principali aree di esposizione. Da qui nasce una valutazione preliminare utile per definire tempi, priorità, criticità e livello di impegno richiesto per arrivare alla certificazione. Senza questa base si rischia di impostare un progetto teorico, lento e poco aderente alla realtà aziendale.
In cosa consiste il risk assessment per la ISO 37001?
Il risk assessment è una delle attività centrali del sistema anticorruzione. Consiste nell’individuare le aree, i processi, i ruoli e le situazioni in cui potrebbe manifestarsi un rischio di corruzione, attiva o passiva, diretta o indiretta. La valutazione non si ferma al rischio astratto: prende in esame contesto, rapporti con terzi, poteri autorizzativi, gestione economica, omaggi, sponsorizzazioni, consulenze, selezione fornitori, intermediari e altri punti sensibili. Da questa analisi derivano le misure di prevenzione, i controlli e le priorità di intervento.
Quando è necessario individuare la FCPC?
La Funzione di Conformità per la Prevenzione della Corruzione (FCPC) è un presidio chiave previsto dalla ISO 37001. Va individuata quando l’Organizzazione adotta il sistema e deve assegnare in modo chiaro responsabilità di controllo, sorveglianza e supporto sul corretto funzionamento delle misure anticorruzione. Non si tratta di una nomina solo formale: la funzione deve avere autorevolezza, competenza, accesso alle informazioni e un livello di indipendenza coerente con la struttura aziendale. In alcune realtà può essere interna, in altre può essere supportata anche da professionisti esterni.
Perché la formazione del personale è fondamentale in un sistema ISO 37001?
Senza formazione il sistema resta carta. La prevenzione della corruzione funziona solo se chi opera in azienda comprende rischi, regole interne, segnali di allarme, comportamenti vietati, procedure autorizzative e modalità corrette di segnalazione. La formazione deve coinvolgere il personale in modo coerente con ruoli e responsabilità, con maggiore attenzione alle funzioni più esposte. Un corso generico non basta: servono contenuti mirati, esempi concreti e richiami pratici ai processi reali dell’Organizzazione.
Cosa significa attuare concretamente un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione?
Attuare un sistema ISO 37001 significa trasformare procedure e regole in comportamenti verificabili. In pratica vuol dire definire controlli operativi, distribuire responsabilità, gestire approvazioni, tracciare attività sensibili, disciplinare i rapporti con terze parti, monitorare i processi e intervenire quando emergono anomalie. Il punto critico è questo: molte organizzazioni redigono documenti, ma non cambiano davvero il modo di lavorare. Un sistema efficace, invece, entra nella routine aziendale e rende più controllato il processo decisionale.
A cosa servono gli audit interni e i riesami della direzione nella ISO 37001?
Gli audit interni servono a verificare se il sistema è stato applicato correttamente, se le procedure sono rispettate, se i controlli funzionano e se le evidenze documentali sono coerenti con quanto dichiarato. Il riesame della direzione, invece, è il momento in cui il vertice valuta andamento, criticità, risultati, obiettivi e azioni di miglioramento. Queste attività non sono un adempimento da fare per la certificazione: servono a capire se il sistema regge davvero o se esistono punti scoperti da correggere.
In che modo MODI supporta l’azienda durante l’audit dell’Organismo di certificazione?
Durante la preparazione all’audit di certificazione, MODI aiuta l’Organizzazione a verificare completezza documentale, coerenza tra procedure e pratica, gestione delle registrazioni, ruoli interni, evidenze degli audit e stato delle azioni correttive. Il supporto non sostituisce il Cliente davanti all’ente certificatore, ma lo mette nelle condizioni di affrontare la verifica in modo più ordinato e consapevole. Questo riduce improvvisazioni, risposte incerte e criticità emerse all’ultimo momento.
In che senso la certificazione ISO 37001 può migliorare la reputazione aziendale?
Un sistema certificato può rafforzare la reputazione perché comunica che l’Organizzazione ha adottato regole, controlli e responsabilità per prevenire la corruzione. Questo può aumentare la fiducia di clienti, partner, stakeholder e mercato. Va però chiarito un punto: la certificazione non è una garanzia assoluta di integrità e non cancella automaticamente i rischi. Rappresenta però un segnale concreto di impegno organizzativo e di presidio strutturato, soprattutto se il sistema è davvero applicato e non solo esibito.
Qual è il rapporto tra ISO 37001 e rating di legalità?
La certificazione ISO 37001 non coincide con il rating di legalità e non ne determina automaticamente il rilascio. Sono due strumenti distinti. Detto questo, un sistema anticorruzione ben costruito può rafforzare l’assetto organizzativo e costituire un elemento favorevole nella dimostrazione di una governance attenta alla compliance e ai controlli. Il rating di legalità resta comunque subordinato ai requisiti previsti dall’Autorità competente e a una valutazione autonoma. Conviene quindi presentare la ISO 37001 come supporto organizzativo, non come scorciatoia.
Ottenere la certificazione ISO 37001 rende davvero più competitiva l’azienda?
In molti casi sì, perché la certificazione può rappresentare un elemento distintivo nei rapporti commerciali, nelle qualificazioni, nelle gare e nella selezione dei partner. Può anche aiutare a rendere più credibile il sistema di controllo interno verso clienti, committenti e gruppi multinazionali. Non va venduta come soluzione magica: da sola non porta nuovi contratti. Però, se inserita in una strategia seria di compliance e affidabilità, può rafforzare il posizionamento dell’Organizzazione e ridurre diffidenze in contesti sensibili.
Cosa comprende il mantenimento della certificazione ISO 37001 nel tempo?
Mantenere la certificazione significa presidiare il sistema in modo continuativo. Occorre aggiornare analisi dei rischi, verificare l’efficacia dei controlli, gestire modifiche organizzative, formare il personale, svolgere audit interni, chiudere eventuali non conformità e prepararsi alle verifiche periodiche. Il problema vero non è superare l’audit annuale, ma evitare che il sistema si svuoti nel tempo. Quando il mantenimento viene trascurato, aumentano scostamenti, errori, ritardi e incongruenze documentali che poi emergono nei momenti peggiori.
La ISO 37001 sostituisce gli obblighi previsti dalle leggi nazionali?
No. La ISO 37001 non sostituisce leggi, regolamenti o obblighi specifici previsti dall’ordinamento italiano o da norme di settore. Non è uno scudo legale e non elimina le responsabilità dell’Organizzazione. Il suo valore sta nel fornire un modello strutturato per organizzare controlli, procedure e presidi interni coerenti con la prevenzione della corruzione. In altre parole, può aiutare a rafforzare il sistema aziendale e a supportare la conformità, ma non prende il posto degli adempimenti normativi.
È possibile integrare la ISO 37001 con altri Sistemi di Gestione come ISO 9001 o ISO 14001?
Sì, ed è spesso la scelta più intelligente. Integrare la ISO 37001 con altri Sistemi di Gestione già presenti consente di evitare duplicazioni, allineare procedure, razionalizzare audit, condividere documenti e semplificare il presidio delle responsabilità. L’integrazione può riguardare, per esempio, gestione documentale, formazione, monitoraggi, azioni correttive, audit interni e riesami. Quando viene fatta bene, riduce dispersioni organizzative e rende il sistema più leggibile anche per chi lo deve applicare ogni giorno.
Il ruolo di ODV e quello di FCPC possono essere collegati?
Possono dialogare e coordinarsi, ma non vanno confusi. L’Organismo di Vigilanza (ODV) opera nel quadro del D.Lgs. 231/2001, mentre la FCPC è una funzione prevista dalla ISO 37001 per il presidio del sistema anticorruzione. In alcune organizzazioni i due ruoli restano distinti; in altre si possono creare sinergie operative, scambi informativi e coordinamento sui controlli. La scelta dipende da struttura, complessità, indipendenza richiesta e modello di governance adottato. Fare coincidere tutto per comodità, senza una valutazione seria, può essere un errore.
La formazione collegata alla ISO 37001 può essere finanziata con Fondimpresa?
In molti casi sì, ma non in automatico. Le imprese aderenti a Fondimpresa possono valutare l’accesso a canali di finanziamento per progetti formativi coerenti con i requisiti del fondo e con gli avvisi o strumenti disponibili. La possibilità concreta dipende da adesione attiva, disponibilità delle risorse, tipologia del piano, ammissibilità dei costi e corretta gestione amministrativa del progetto. Conviene quindi verificare caso per caso se esistono i presupposti per finanziare formazione mirata su anticorruzione, compliance e sistema di gestione.
Perché scegliere un supporto consulenziale specializzato per la ISO 37001?
Perché un sistema anticorruzione costruito male produce due danni: non protegge davvero l’Organizzazione e crea un’illusione di controllo. Un supporto consulenziale serio serve a evitare questo rischio. L’obiettivo non è riempire fascicoli, ma impostare un percorso credibile, misurabile e coerente con attività, struttura, settore e grado di esposizione. Chi affianca l’azienda deve saper leggere processi, individuare criticità, adattare la norma e rendere il sistema sostenibile nel tempo, non solo certificabile sulla carta.
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Se la tua Organizzazione vuole capire se la certificazione ISO 37001:2025 è applicabile, se serve una mappatura del rischio di corruzione, se occorre individuare la FCPC, integrare il sistema con il Modello 231 o semplicemente mantenere nel tempo una certificazione già ottenuta, MODI S.r.l. può analizzare il contesto e proporre un supporto tecnico commisurato alle reali esigenze operative.
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Aggiornato al 04/03/2026
